Influencer, necessari nella società di oggi?  #DibattitoIEBS

Influencer, necessari nella società di oggi? #DibattitoIEBS

Il marketing dell’influencer sta raggiungendo il suo apice. Ma non tutti condividono positivamente questa nuova tendenza, potrebbero esserci tanti follower di influencer quanti non si fidano di questi profili. Resta con noi e rifletti in questo dibattito su come è cambiata la pubblicità dall’arrivo degli influencer.

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Cosa dicono i dati sull’Influencer marketing in Italia

Questo rapporto dei brand con gli influencer, nasce l’influencer marketing, una nuova branca del marketing che punta sui legami collaborativi tra i due. Per capire con i dati come interagiscono marchi, aziende e influencer, dobbiamo guardare gli studi dello scorso anno di Brand Manic e OnBrand Magazine.

Uno dei dati più impressionanti oggi è che, secondo BrandManic, più della metà dei marchi spagnoli commissiona le proprie campagne di influencer ad agenzie specializzate, in particolare il 56,5%. Lo stesso studio mostra che il 46,8% paga gli influencer per post e il 22,6% paga per i post pack.

Cosa ne pensano gli utenti del RSS e gli influencer?

Lo studio mostra quali social network sono considerati il ​​loro canale di comunicazione preferito e attraverso i quali seguono le tendenze quotidiane:

Il 64,5% ritiene che Instagram sia la loro migliore opzione

Il 14,5% pensa che sia Facebook

L’8,1% pensa che sia YouTube

Cosa ne pensano i marketer?

In Brand Manic mostra anche l’investimento che i marketer intervistati hanno fatto:

Il 17,7% investe tra 10.000€ e 25.000€

12,9%, tra 25.000 € e 50.000 €

Il restante 11,3% investe più di 50.000 euro in campagne di influencer marketing.

Oltre il 95% ha dichiarato che aumenterebbe i propri investimenti nel marketing degli influencer nell’ultimo anno

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D’altra parte, OnBrand Magazine riflette nel suo studio che il 43% dei suoi intervistati prevede di investire più dell’anno precedente nell’influencer marketing e c’è un aumento del 22% nei professionisti del marketing che hanno iniziato a lavorare con questa strategia.

Ma non tutti i dati sono positivi per gli influencer. Lo studio brandmanic mostra che quasi il 5% ha pensato di ridurre il budget di marketing dell’influencer. Ci sono esperti di marketing che pensano che il marketing degli influencer sia inefficace, uno spreco di denaro e parte di una bolla che alla fine scoppierà. Mettono in dubbio il ritorno sul loro investimento e hanno in mente la sicurezza e la coerenza del marchio, il che li rende nervosi all’idea di cedere il proprio marchio a una singola celebrità di Instagram. Questi esperti di marketing hanno maggiori probabilità di investire in tecnologie emergenti come chatbot o assistenti vocali, cose che possono controllare.

In questo contesto, sempre più aziende scommettono anche sui micro-influencer meno conosciuti, che portano un tocco diverso e possono cambiare il modello di

Micro influencer: più specializzato e meno commerciale

Indubbiamente, una tendenza che ci ha lasciato nell’ultimo anno è quella del microinfluente una nicchia in crescita, composta da profili con meno di 10.000 persone ma che hanno molto peso come esperti all’interno della loro nicchia.

Questo nuovo genere ha maggiore credibilità tra i loro seguaci poiché sono più specializzati in un tema, motivo per cui forniscono un maggiore grado di autenticità e fiducia. Quando si tratta di posizionare un contenuto o un tema specifico, può essere fondamentale perché questi influencer presentano a maggiore coinvolgimento tra il loro pubblico e il costo/effetto della campagna può essere più redditizio che con un influencer con milioni di follower.

Gli influencer sono intoccabili?

Indubbiamente gli influencer sono diventati in poco tempo un boom mediatico, ma non bisogna dimenticare che sono anche persone comuni, che sbagliano e possono portare a grandi polemiche.

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A volte queste azioni incendiano le reti e possono mettere in dubbio se il loro modus operandi sia corretto o etico.

Indubbiamente in Italia, l’influencer protagonista di più polemiche è la nota Aida Domènech con più di due milioni di iscritti su YouTube conosciuta come Dulceida, con più di 2,5mila follower su Instagram. Una delle sue controversie più famose ultimamente è stata il suo viaggio a Città del Capo (Africa) che gli ha procurato più di un mal di testa per essersi fotografato mentre faceva il bagno, mentre la zona soffriva di una grave siccità o per aver caricato su Instagram le foto di diversi bambini africani con gli occhiali dal tuo collezione.

Un’altra polemica molto pubblicizzata che mette in dubbio il prezzo che questi influencer mettono al loro lavoro è quella dell’influencer inglese Elle Darby, con oltre 98.000 iscritti su YouTube e 102.000 follower su Instagram. Darby ha scritto all’hotel irlandese The White Moose Café per proporre la diffusione in cambio di un alloggio gratuito per lei e il suo partner.

“Mentre cercavo un posto dove stare, ho trovato il tuo fantastico hotel e mi piacerebbe mostrarlo nei miei video (…), portare i clienti al tuo hotel e consigliare ad altre persone di prenotare presso la tua struttura. In cambio [me gustaría disfrutar de] hosting gratuito”, ha scritto Darby.

Al che il direttore dell’albergo ha risposto “chi pagherà il personale che si prende cura di te? Chi pagherà le cameriere che puliscono la tua stanza? Quelli che ti servono la colazione? (…) I miei migliori auguri. PS La risposta è no” e ha finito per vietare a tutti gli influencer di entrare.

In Italia troviamo polemiche simili come quella raccontata da Jorge Lozano, lo chef di Tapas 3.0 in questo thread su twitter: in cui un influencer ha provato a mangiare gratis al suo ristorante in cambio di alcune foto e le ha anche pagato 100 euro.

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L’anno scorso, la rivista TIME ha nominato Lil Miquela, una musicista e modella diciannovenne con oltre 1,5 miliardi di follower su Instagram, una delle persone più influenti su Internet. Cosa c’è di strano? che Miquela non è umana, è un avatar ed è simulata attraverso la realtà virtuale.

Ma la domanda che si pone questo dibattito è come questi influencer siano diventati dei veri referenti capaci di usare la propria immagine come valore pubblicitario. Quanto è influente la società che ha bisogno di questo tipo di referenti e quanto sana è questa relazione. La società ha così bisogno di riferimenti sociali da seguire in massa le altre persone solo per il loro modo di esprimersi in una determinata rete, o anche in un avatar.

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  • Pensi che gli influencer condizionino la nostra vita sociale?
  • La società ha bisogno di modelli di ruolo, al punto da non seguire una persona reale?
  • Gli influencer possono segnare l’agenda sociale?
  • Pensi che possano esigere condizioni da hotel o ristoranti per fare una pubblicazione sulle loro reti?
  • È possibile che una persona diventi un prodotto?
  • C’è il rischio che gli specialisti in determinati argomenti siano influenzati dagli influencer?

E se quello che vuoi è allenarti con una base solida, non esitare a consultare il nostro Postgraduate in Professional Influencer. Perché essere un influencer richiede tempo e lavoro strategico alle spalle che necessita di solide basi di conoscenza.

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